Berna corregge il tiro sulla disoccupazione

 Tratto dal website CdT.ch | 08.10.2019

La Segreteria di Stato dell’economia modifica al ribasso la previsione sulla disoccupazione annuale che passerebbe quindi dal 2,4 al 2,3%

La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) corregge lievemente al ribasso la previsione sulla disoccupazione per l’insieme dell’anno: ora è attesa al 2,3%, contro il 2,4% pronosticato in precedenza.

«L’evoluzione dell’economia globale si è notevolmente deteriorata negli ultimi mesi: tuttavia ciò ha avuto solo un impatto molto limitato sul mercato del lavoro svizzero», afferma Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), commentando i dati diffusi oggi dai suoi funzionari sulla disoccupazione in settembre, rimasta ferma al 2,1%.

La situazione in Svizzera è stabile. «Il numero di disoccupati in settembre è sceso leggermente e si è mantenuto al di sotto delle 100’000 unità, mentre il numero di persone in cerca di lavoro è aumentato; nel mese precedente, era successo il contrario», osserva Zürcher.

Come era nelle attese la disoccupazione giovanile è tornata a scendere (al 2,4% dal 2,5% di agosto).

Guardando l’anno nel suo complesso, la SECO ha ridotto le previsioni per il tasso: il 2,3% ora pronosticato è il valore più basso dal 2001 (quando era dell’1,7%). A titolo di confronto, nel 2018 è stato del 2,5%, nel 2017 del 3,1% e nel 2016 del 3,3%. Il dato più elevato degli ultimi 20 anni è il 3,9% del 2004.

La SECO prevede però una crescita del lavoro ridotto, in particolare nel settore industriale. «Nella primavera 2020 ci aspettiamo un forte aumento, rispetto a un livello che però è basso», spiega Zürcher.

Al momento la situazione è stabile e non sono necessarie misure: ma se le cose dovessero peggiorare il Consiglio federale potrebbe adottare provvedimenti.