Il salario che fa storcere il naso (anche) ai frontalieri

 Tratto dal website www.tio.ch | 13.02.2020

Un’offerta di lavoro in un’azienda metalmeccanica di Stabio fa discutere sui social. L’agenzia interinale: «È vero, è sotto la media»

Un salario così basso, che anche tra i frontalieri sta suscitando scalpore. A offrirlo è un’azienda di Stabio. L’agenzia interinale Gi Group, a cui è stata affidata la ricerca dei candidati, lo ammette senza mezzi termini a tio.ch/20minuti: «Si tratta di una paga palesemente sotto la media».

La polemica si è accesa ieri sul gruppo Frontalieri Ticino, a seguito di un post pubblicato da uno dei candidati contattati dall’agenzia. «Il reclutatore mi ha offerto un lavoro full time a tempo indeterminato» racconta il frontaliere. La paga? 2300 franchi lordi al mese.

«La domanda che mi pongo è se sia normale e soprattutto legale offrire una cifra così bassa considerando gli stipendi medi in Ticino» scrive il candidato. Il post ha subito suscitato una valanga di commenti indignati tra gli utenti del gruppo.

Una polemica davanti a cui Gi Group si tira indietro. L’agenzia «è soggetta dal 2012 a un contratto collettivo per il prestito di personale, che impone un salario minimo di 3060 franchi lordi al mese» precisa la direttrice della sede di Manno Laura Ballinari. «In questo caso l’offerta arriva direttamente dall’azienda, noi fungiamo solamente da intermediario».

Che il salario sia basso, lo riconosce anche l’agenzia. «È palese. Per questo, contrariamente alla nostra prassi abituale, lo comunichiamo telefonicamente ai possibili candidati. Ci rendiamo conto che è un ostacolo all’ingresso, ma precisiamo che si tratta di un salario di partenza, per dipendenti in formazione. Verrebbe aumentato nel corso del tempo».

Il problema del dumping salariale, soprattutto nelle aziende del Mendrisiotto, è sul tavolo della politica da tempo. La legge sul salario minimo approvata a dicembre dovrebbe risolvere simili casi-limite in futuro. «Per il momento offerte del genere capitano, purtroppo. Anche a noi piacerebbe proporre sempre salari più alti, ma non sempre è possibile» conclude Ballinari.