In arrivo tempi duri per i futuri pensionati

 Tratto dal website cdt.ch | 10.10.2019

Secondo uno studio del Credit Suisse le rendite del primo e del secondo pilastro caleranno dal 57% dell’ultimo reddito nel 2010 al 46% nel 2025, per i redditi alti dal 51% al 37% : Molto probabilmente sarà necessario lavorare più a lungo.

Le persone arrivate alla fine del loro percorso professionale riceveranno meno soldi. Il futuro si prospetta difficile per i futuri pensionati svizzeri. Infatti, secondo uno studio del Credit Suisse pubblicato ieri, le rendite sono destinate a diminuire sensibilmente nei prossimi anni. 

Sommando quelle del primo e del secondo pilastro, passeranno dal 57% rispetto all’ultimo reddito stimato per il 2010 al 46% nel 2025, e nel caso dei redditi alti perfino dal 51% al 37%. «Senza un innalzamento dell’età di pensionamento – notano gli economisti dell’istituto – a lungo termine la sostenibilità della previdenza professionale non è garantita».

A pesare sul sistema previdenziale sono diversi fattori, fra cui primeggiano l’aumento dell’aspettativa di vita e il contesto dei bassi tassi d’interesse.

«Lo scenario che emerge dallo studio del Credit Suisse  è che le rendite in futuro scenderanno in modo significativo. Per il gruppo di lavoratori che appartiene al reddito medio ci sarà un calo delle rendite pari al 15%, per le persone con un reddito superiore la flessione sarà ancora maggiore». Ci vorrebbe una riforma.

Si dovrebbe adottare una serie di misure per assicurare una pensione sufficiente alle future generazioni: da una parte ridurre il tasso di conversione, dall’altra fare salire i contributi di dipendenti e datori di lavoro. Ma questo molto probabilmente non sarà sufficiente, e sarà necessario anche innalzare l’età di pensionamento. Non abbiamo fatto proposte concrete di cambiamenti, ma si tratta di capire in che misura le modifiche sono necessarie per assicurare la sostenibilità del sistema in futuro. Sicuramente, la soluzione sarà un mix di queste misure.

A livello politico, in passato ci sono state molte difficoltà nel raggiungere un accordo per effettuare cambiamenti del sistema pensionistico. Sembra che ci sia la consapevolezza che ci vuole una riforma, ma non c’è accordo su quale adottare».

Per i singoli lavoratori, sarebbe opportuno pensare a un rafforzamento della propria previdenza, che può essere effettuato attraverso un terzo pilastro, oppure aumentando i contributi al secondo pilastro».