La ripartenza dell’industria

 Tratto dal website www.rsi.ch | 04.05.2020

Ci sono aziende che non hanno di fatto mai cessato la produzione, altre guardano al futuro con grande preoccupazione

C’è chi di fatto non ha mai smesso di lavorare, come i rami farmaceutico e alimentare, ma anche altri che, a ritmo ridotto e con meno collaboratori in sede, hanno dovuto rallentare le consegne. Altre aziende, invece, hanno molto patito lo stop imposto dal coronavirus.

La Forbo di Giubiasco, per esempio, fa parte della prima categoria. Grazie alle scorte ha potuto soddisfare quasi tutta la domanda di pavimentazioni, ha trovato tolleranza per i ritardi fra i clienti, anch’essi confrontati con il coronavirus, e guarda con sollievo alla fine, da questo lunedì, delle limitazioni imposte dalla finestra di crisi ticinese. Tuttavia prevede che “i cali nelle vendite arriveranno”.

Per orologeria e meccanica di precisione le prospettive sono più preoccupanti: “Probabilmente si è riusciti a limitare un po’ i danni, ma il futuro dipenderà dalle reazioni dei clienti. Se tornano a lavorare e ordinare il ciclo produttivo riprenderà, altrimenti si andrà incontro a ristrutturazioni”, secondo Stefano Modenini dell’AITI.