L’economia svizzera sta entrando in recessione

 Tratto dal website Ticinonews.ch | 17.03.2020

Piegata dall’impatto del coronavirus, l’economia svizzera sta entrando in recessione: lo sostiene il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), che prevede una contrazione del prodotto interno lordo (Pil) nei primi due trimestri. Nel secondo semestre vi potrebbe invece essere un effetto di rimbalzo. Questo se va bene, nell’ottica degli economisti: se va male il Pil potrebbe contrarsi di oltre il 2% sull’arco del 2020.

Forte calo dei consumi privati: Nei primi sei mesi dell’anno si registrerà un forte calo dei consumi privati, ha indicato oggi il KOF nell’ambito delle sue tradizionali previsioni, che sono state peraltro anticipate (dovevano essere pubblicate il 26 marzo). Le aziende investiranno di meno, mentre la chiusura di scuole e frontiere recherà danno alla produzione. Praticamente tutti i rami economici saranno toccati.

“L’anno potrebbe chiudersi in positivo”: Nel secondo semestre vi sarà però un recupero, che potrebbe permettere di chiudere l’anno in positivo, seppur di poco: il Pil è atteso in progressione dello 0,3%, a fronte di una crescita dello 0,9% realizzata nel 2019 e del 2,8% l’anno prima. Nell’ultima stima – risalente a dicembre – il KOF scommetteva ancora su +1,8% La drastica riduzione al ribasso operata dagli specialisti zurighesi si affianca ad analoghe correzioni praticate dagli altri istituti dopo lo scoppio della crisi pandemica. Raiffeisen ha addirittura messo il segno meno davanti alla sua previsione – la variazione del Pil è vista a -0,2% per il 2020 – pur non parlando apertamente di recessione: questo termine viene infatti usato dagli economisti solo in presenza di due trimestri consecutivi in calo. La Segreteria di Stato dell’economia (Seco) avrebbe dovuto informare oggi sul tema, ma la comunicazione è stata posticipata di due giorni.

Previsione soggetta a  “grande incertezza”: Il KOF sottolinea peraltro che la sua previsione è soggetta a “grande incertezza”. Oltre allo scenario di base, che attualmente considera più probabile, gli esperti del politecnico ne hanno quindi ipotizzati altri due, uno più mite e uno più negativo. Nel primo, i danni all’economia vengono limitati soprattutto al secondo trimestre, mentre nel terzo la produzione sarebbe già in forte recupero; in tal calo caso, secondo il KOF, il Pil potrebbe aumentare dell’1,2% sull’arco dell’anno. Nel secondo scenario alternativo la recessione si prolungherebbe e la crescita sarebbe negativa anche nella seconda metà dell’anno; il Pil si ridurrebbe del 2,3%. Riguardo al 2021 il divario fra le varie stime del KOF è invece assai più contenuto. Lo scenario base scommette su un +1,4% (dato identico a quello di dicembre), quello positivo su +0,9% e quello negativo su +1,3% (considerando l’effetto rimbalzo).

Lavoro ridotto: una priorità: Cosa può fare il mondo politico? Secondo il KOF misure chiare, mirate e rapidamente efficaci possono ridurre il rischio che le imprese adeguino verso il basso le loro aspettative a medio termine e quindi i loro piani di investimento e di occupazione. Lo strumento collaudato del lavoro ridotto dovrebbe essere certamente una priorità: tuttavia non si applica ai lavoratori autonomi o alle imprese con elevati costi fissi e un basso rapporto salariale.

Strumenti supplementari sono i differimenti d’imposta temporanei o le garanzie statali per i prestiti bancari alle imprese. Sono inoltre necessarie misure per garantire il salario ai lavoratori autonomi e quelli interinali che non rientrano nel campo di applicazione della normativa sulla disoccupazione parziale, come pure ai genitori che devono rimanere a casa per via della chiusura delle scuole.