Salario mediano ticinese in calo: non succedeva dal 2000

 Tratto dal website cdt.ch | 21.04.2020

Oltre ad essere il più basso a livello svizzero, nel 2018 è pure diminuito di 200 franchi rispetto a due anni prima. Il salario mediano dei ticinesi non solo è il più basso del Paese, ma è addirittura in calo. Nel 2018, la diminuzione rispetto a due anni prima è stata di 200 franchi. Si tratta di un fenomeno che non ha precedenti dal 2000 in poi.

Globalmente, secondo i dati svizzeri pubblicati oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) e dai quali si possono estrapolare quelli ticinesi, nel giro di un paio d’anni il salario mediano nel cantone italofono è passato da 5563 franchi mensili lordi a 5363. Ciò significa che il 50% ha guadagnato più di tale cifra e il 50% meno. A titolo di paragone, fra il 2014 e il 2016 si era osservato un aumento di 78 franchi e fra il 2012 e il 2014 di 97.

Contando solo il settore privato, la contrazione è stata di 99 franchi, da 5262 a 5163. Nei bienni precedenti invece si era assistito a incrementi di 137 e 34 franchi. Dal 2000, quando il salario mediano era di 4357 franchi, la crescita era stata finora costante.

Al momento resta difficile spiegare il perché di questo cambio di tendenza. Contattato dall’agenzia Keystone-ATS, l’Ufficio di statistica cantonale (USTAT) ha preferito per ora non esprimersi, non avendo ancora gli elementi per andare oltre le cifre nude e crude di oggi. Prima di lanciarsi in spiegazioni, l’USTAT vuole analizzare i micro-dati: un approfondimento verrà pubblicato nei prossimi mesi.

Il calo di 200 franchi potrebbe essere dovuto a motivi strutturali, ma non a tagli delle retribuzioni. Inoltre, ipoteticamente, rispetto all’ultima volta potrebbero essere state intervistate persone appena entrate nel mondo del lavoro e quindi con uno stipendio inferiore. La flessione in Ticino è comunque troppo marcata per farla risalire unicamente a motivi legati al campione di popolazione coinvolto.

Tali fluttuazioni dovute alla diversa situazione degli individui interrogati possono invece bastare a interpretare le variazioni, meno pronunciate, di altre regioni elvetiche, come la diminuzione di 13 franchi osservata nella Svizzera centrale (LU, NW, OW, SZ, UR, ZG).

In tutte le altre regioni si è registrato un aumento del salario mediano, in particolare a Zurigo (+96 franchi), l’unico cantone insieme al Ticino che come al solito viene esaminato singolarmente, e nell’Espace Mittelland (BE, FR, JU, NE, SO), con +85. Da ricordare come Zurigo abbia anche il valore più alto in termini assoluti (6965 franchi).

Tornando sul Ticino, il settore in cui la paga è peggiorata di più è quello terziario, con una contrazione di 306 franchi. Più contenuto il passo indietro nel secondario (-75).

Entrando ancora più nel dettaglio, i ticinesi ad aver subito il calo maggiore sono quelli attivi nell’istruzione (-971). Particolarmente colpiti pure altri rami, quali la finanza, giù di 651 franchi, l’architettura e ingegneria (-484) e l’amministrazione pubblica (-403). Nei servizi sanitari, il salario mediano è diminuito esattamente di 300 franchi. Discorso simile per la farmaceutica, industria in cui la busta paga dei ticinesi è quasi la metà di quella della maggior parte dei connazionali.