Crollo storico degli occupati in Svizzera

 Tratto dal website cdt.ch | 20.08.2020

Calo dell’1,6% su base annuale nel secondo trimestre pari a 82 mila persone in meno – Sempre su base annua il tasso di disoccupazione giovanile nella Confederazione è aumentato dal 6,2 all’8,4%

Forte calo degli occupati in Svizzera: su base annua nel secondo trimestre dell’anno la contrazione è stata dell’1,6%, pari a 82’000 persone in meno, la maggiore dal 1993, indica una nota odierna dell’Ufficio federale di statistica (UST).

Nello stesso lasso di tempo, il tasso di disoccupazione secondo la definizione dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO) è aumentato dal 4,2 al 4,6% in Svizzera e dal 6,6 al 6,9% nell’UE. Il numero degli uomini occupati è diminuito dell’1,5%, mentre quello delle donne dell’1,7%.

In termini di equivalenti a tempo pieno (ETP), il calo rispetto allo stesso trimestre del 2019 è stato dell’1,2% e ha toccato maggiormente le donne (-2,4%) rispetto agli uomini (-0,4%).

Senza tener conto delle variazioni stagionali, tra il primo e il secondo trimestre 2020 il numero delle persone occupate e quello degli ETP sono regrediti rispettivamente del 2,5 e del 2,2%.

Nell’arco di un anno il numero degli occupati di nazionalità svizzera è diminuito del 2,4%, mentre quello degli occupati di nazionalità straniera è aumentato leggermente dello 0,2%.

Nel secondo trimestre del 2020 la Svizzera contava 223’000 disoccupati secondo gli standard ILO, 17’000 in più rispetto all’anno precedente. La quota di persone disoccupate rispetto alla popolazione attiva si è attestata al 4,6%, registrando quindi un incremento rispetto al secondo trimestre del 2019 (4,2%). A titolo di paragone, il tasso di disoccupazione nell’area dell’euro è passato dal 6,6% al 6,9% nello stesso periodo.

Su base annua il tasso di disoccupazione giovanile in Svizzera (persone dai 15 ai 24 anni) ai sensi dell’ILO è aumentato dal 6,2 all’8,4%.

Sempre nel periodo in rassegna, tra i 2,4 milioni di persone non attive, 225’000 erano disponibili a cominciare un’attività lavorativa, ma non stavano cercando attivamente lavoro. Secondo la definizione dell’ILO, queste persone non sono considerate disoccupate. Rispetto al secondo trimestre del 2019, questo gruppo ha subito un forte incremento (+56 000 persone, +32,8%), fatto che spiega tra l’altro il notevole calo del numero di persone occupate a fronte di un aumento piuttosto moderato della disoccupazione, sottolinea l’UST.

A causa del lockdown, il secondo trimestre ha subito una riduzione del 9,5% della durata effettiva del lavoro settimanale per persona occupata rispetto allo stesso trimestre del 2019. Il calo è stato più marcato tra i lavoratori e le lavoratrici indipendenti (-13,9%) che tra quelli dipendenti (-9,1%), conclude l’UST, che a settembre pubblicherà analisi più dettagliate sull’evoluzione del mercato del lavoro sotto l’effetto del Covid-19.