Già bollate come speculazioni, ma il mercato crede alle voci di fusione tra Ubs e Credit Suisse

 Tratto dal website www.milanofinanza.it | 15.09.01.2020

Sono già state bollate come “speculazioni dei media”, ma il mercato crede alle voci di una fusione tra i due big bancari svizzeri, Ubs e Credit Suisse.

Un deal da cui nascerebbe un colosso bancario che non avrebbe eguali in Europa con una capitalizzazione di mercato di quasi 70 miliardi di franchi svizzeri (Ubs capitalizza 42,9 miliardi di franchi svizzeri e Credit Suisse 24 miliardi), pari al cambio attuale a 65 miliardi di euro.

Il blog di informazioni finanziarie, Inside Paradeplatz, ha riportato, citando fonti interne ai due istituti e una della società di consulenza americana McKinsey, che il presidente di Ubs, Axel Weber, e quello di Credit Suisse, Urs Rohner, avrebbero già avviato le trattative. Non solo. Stando al blog, Weber avrebbe già avvertito delle discussioni in corso il ministro delle finanze, Ueli Maurer, nonché l’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, Finma. Il nome in codice del maxi deal sarebbe “Signal” e dovrebbe essere svelato all’inizio del prossimo anno per veder nascere ufficialmente il nuovo colosso bancario alla fine del 2021.

Dal punto di vista dei posti di lavoro, tuttavia, l’unione dei due colossi comporterebbe un ridimensionamento del personale stimato da Inside ParadePlatz attorno al 10-12%, ossia circa 12 mila posti di lavoro (complessivamente Ubs e Credit Suisse impiegano 120 mila persone, di cui 35 mila in Svizzera).

Le due grandi banche non hanno voluto commentare queste voci, definendole semplici “speculazioni dei media”. Intanto, però, alla Borsa di Zurigo i titoli Ubs (+1,34% a 11,305 franchi) e Credit Suisse (+2,76% a 10,105 franchi) salgono. Un tale deal sarebbe la conferma che l’acquisizione di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca sta creando entusiasmo in Europa nel settore bancario per ulteriori operazioni di fusione e acquisizione, come ha scritto di recente Keefe Bruyette & Woods, ritenendo probabili forme di consolidamento interne ai Paesi, un modo valido per ridurre in maniera consistente la base dei costi.