Migliorano le previsioni sull’economia elvetica

 Tratto dal website www.ticinonews.ch | 05.08.2020

Secondo le stime del KOF il PIL scenderà solo del 4,9% nel 2020 a fronte del 5,1% pronosticato a giugno. “La congiuntura svizzera comincia ad affrontare la faticosa via d’uscita dalla crisi”

Il crollo dell’economia elvetica a causa dell’epidemia di coronavirus sarà meno grave di quanto finora ipotizzato: secondo il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) il prodotto interno lordo (PIL) scenderà quest’anno del 4,9%.

Nell’ultima stima di giugno gli economisti si aspettavano ancora una contrazione del 5,1%. L’anno prossimo è attesa una progressione del 4,1%, a fronte del +4,3% pronosticato due mesi fa.

“Gli indicatori attuali mostrano per i mesi di maggio e giugno una flessione un po’ meno marcata della creazione di valore aggiunto di quanto pronosticato in giugno”, afferma il KOF in un comunicato diffuso oggi.

Nella situazione degli affari delle aziende si delinea una distensione, anche se le condizioni restano molto difficili. Nel commercio al dettaglio la situazione si è addirittura già normalizzata ed è di nuovo simile a quella di fine 2019.

“Complessivamente la congiuntura svizzera ha cominciato ad affrontare la faticosa via d’uscita dalla crisi del coronavirus”, scrive il KOF. Nonostante il maggior crollo da oltre quattro decenni l’economia elvetica è relativamente ben messa nel confronto con altri paesi europei.

Il miglioramento della situazione si rispecchierà anche nel mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione medio dovrebbe raggiungere il 3,3% quest’anno, e non il 3,6% anticipato in giugno, e il 4,1% il prossimo (invece che il 4,6%).

Per le sue previsioni il KOF si basa tra l’altro su un sondaggio presso oltre 4’5000 imprese, Nella maggior parte dei settori il fondo è stato toccato in aprile. “Nel ramo alberghiero e della ristorazione non è invece ancora stato superato il punto più basso. La situazione degli affari è molto peggiore che all’inizio del 2020”, afferma il KOF.

Il 14% delle aziende considera molto a rischio la sua esistenza. La quota di ditte con problemi di sopravvivenza è variata solo poco da maggio. Tendenzialmente un calo delle imprese in situazione precaria viene constatato perlopiù nel commercio al dettaglio.